Credit Suisse

Il settore bancario deve diventare più sostenibile

Il mondo richiede maggiore sostenibilità. È quanto emerge dall’Agenda 2030 dell’ONU. Ma cosa significa esattamente la sostenibilità per un istituto finanziario? Gli impegni assunti da Credit Suisse in materia si riflettono nel suo modo di trattare le questioni ambientali e sociali. Ecco un breve riassunto delle riflessioni e dell’approccio della banca svizzera.
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Credit Suisse si impegna a considerare i rischi, a operare a favore della sostenibilità e ad assumere le sue responsabilità sociali.

La direzione di Credit Suisse è cosciente che lo sviluppo sostenibile è un compito del management. Nel suo ultimo rapporto sulla responsabilità d’impresa, la banca scrive: 

«La considerazione dei rischi e un comportamento responsabile in tutte le nostre attività contribuiscono in maniera decisiva al nostro successo.» 

I collaboratori nonché il Consiglio d’amministrazione sono tenuti a rispettare il Codice di condotta di Credit Suisse, che richiede, tra l’altro, una coscienza dei rischi, misure di sviluppo sostenibile e una responsabilità sociale. I requisiti definiti da Credit Suisse nei settori chiave dell’ambiente e dei diritti umani si basano su accordi internazionali come il Patto mondiale delle Nazioni Unite. Si tratta di un accordo globale concluso tra le imprese e l’ONU allo scopo di rendere più ecologica e sociale la globalizzazione.

Lo sviluppo sostenibile è un fattore essenziale per le imprese

La fiducia dei clienti e del pubblico è essenziale per una banca. Il controllo dei rischi riveste di conseguenza un’importanza fondamentale per le attività di Credit Suisse. Possono verificarsi rischi di reputazione in vari modi. La banca identifica in particolare i rischi «in funzione della natura e dello scopo di una transazione o di una prestazione prevista, dell’identità o delle attività di un potenziale cliente, oppure del contesto normativo e politico nel quale viene conclusa una transazione.» Questi rischi sono dunque strettamente legati alle transazioni commerciali e alle attività dei clienti. 

Valutazione metodica dei rischi ecologici e sociali 

Tuttavia, i rischi identificati includono anche le «ripercussioni ambientali o sociali controverse di una transazione». Per trattare questi rischi in modo appropriato, la banca ha stabilito un processo denominato «processo di valutazione del rischio di reputazione». La valutazione dei rischi ecologici e sociali spetta all’unità di controllo interna «Sustainability Affairs», che è responsabile di tutte le questioni legate allo sviluppo sostenibile. Questa unità giudica se l’attività del potenziale cliente è in linea con le norme pertinenti del comparto e verifica inoltre se una transazione è conforme alle direttive interne della banca per i settori sensibili. Si tratta ad esempio dei campi dell’energia e delle materie prime, che sono certamente importanti da un punto di vista economico, ma dove le attività di alcune imprese possono avere un impatto significativo sul clima, la biodiversità, l’acqua e la popolazione locale.

Una valutazione negativa dei rischi non è priva di conseguenze

«Sustainability Affairs» presenta in seguito i risultati della valutazione a un responsabile dei rischi indipendente o a un comitato ad hoc. Quest’ultimo ha la competenza di autorizzare l’operazione, di porre delle condizioni o di rifiutarla. Nel 2018, Credit Suisse ha esaminato 942 transazioni o relazioni cliente per identificare i potenziali rischi ambientali o sociali. Infine, è stato autorizzato il 74% delle transazioni, mentre l’8% è stato sottoposto a condizioni e un altro 8% è stato respinto o cessato. Il 10% era ancora in fase di valutazione al momento della redazione di questo articolo. 

Nel 2018, Credit Suisse ha valutato complessivamente 942 transazioni o relazioni cliente per identificare i potenziali rischi ambientali o sociali.

Impegno a favore dei diritti umani

Quando si tratta di diritti umani, costituiscono un riferimento importante per Credit Suisse i Principi direttivi relativi alle imprese e ai diritti umani pubblicati dalle Nazioni Unite nel 2011. Essi chiariscono la responsabilità delle imprese. In seno alla banca, gli obblighi dei collaboratori e l’applicazione concreta di questi principi sono menzionati nella «Dichiarazione sul rispetto dei diritti umani». Credit Suisse esige inoltre dai suoi partner commerciali che anch’essi rispettino i diritti umani. I requisiti imposti ai fornitori sono definiti nel relativo codice di condotta. Tuttavia, è attraverso i propri dipendenti che la banca è maggiormente in contatto con i diritti umani, ed è dunque lì che essa dispone dei migliori strumenti, fermo restando che alcuni servizi finanziari possono avere ripercussioni negative in questo quadro. Nell’ambito del processo di valutazione del rischio di reputazione, le attività potenzialmente critiche dal punto di vista dei diritti umani vengono messe sotto la lente analogamente ai rischi ambientali.

Maggiori informazioni sull’argomento:

Corporate responsability report 2018

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